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Milano presenta la controffensiva: un patto per contrastare la povertà minorile

QuBì, Quanto Basta: una ricetta per contrastare la povertà dei minori in città; una povertà che riguarda migliaia di famiglie che faticano a provvedere ai bisogni fondamentali, dall’accesso a una alimentazione adeguata per i loro figli, fino a mancate opportunità educative e di crescita.

Realizzare una fotografia completa del bisogno e delle risposte già presenti 

Un minore su dieci a Milano vive in una condizione di povertà assoluta e, se guardiamo ai trend degli ultimi anni, la preoccupazione è che sia un numero che possa crescere ancora: questa l’immagine che ci arriva dalle stime che sono state elaborate da Fondazione Cariplo a partire da quelle pubblicate dall’Istat. L’esigenza è quella di approfondire la conoscenza della povertà minorile, passando dalle stime ai dati e mettere in campo tutte le risorse per contrastare tale fenomeno.

“Uno degli obiettivi è definire la mappa della povertà – ha detto il Presidente di Fondazione Cariplo Giuseppe Guzzetti - perché l’esigenza è fotografare il problema e la sua incidenza nelle diverse zone della città. Per essere efficaci, serve metodo e conoscenza puntuale della situazione”.

Il primo importante risultato a cui si è giunti è quello di avere dati certi sui beneficiari di interventi pubblici di contrasto alla povertà: grazie alla collaborazione con il Comune di Milano, la fotografia elaborata da Fondazione Cariplo consegna l’immagine di una città in cui nel 2016 le risorse per l’erogazione di contributi di sostegno al reddito hanno raggiunto i 20,8 milioni per arrivare a sostenere 19.181 nuclei famigliari per un totale di 54.493 individui. Le famiglie con minori raggiunte sono 9.433, per un totale di 19.703 minori.

Un anno fa il lancio dell'iniziativa

Un anno fa – 16 dicembre 2016 -  in occasione del suo 25esimo anniversario, Fondazione Cariplo lanciò una sfida importante: contrastare la povertà infantile coinvolgendo tutta la città. Era solo un’idea che in pochi mesi si è trasformata in azioni concrete. Fondazione Cariplo, Fondazione Vismara, Intesa Sanpaolo hanno già messo a disposizione un totale di 20 milioni di euro (rispettivamente 12 mln, 5 mln, 3 mln); la novità sul fronte della raccolta fondi sono i 300 mila euro messi a disposizione poche settimane fa da Fondazione Fiera Milano: un importante successo, considerando che siamo all’inizio e che il programma ha come sguardo i prossimi 3 anni. Il Programma, oltre ai finanziatori, è a oggi attivo grazie alla collaborazione con il Comune e con alcuni soggetti del terzo settore quali Caritas Ambrosiana, Banco Alimentare e Fondazione Pellegrini: nelle prossime azioni il terzo settore e, in particolare, la sua rete di servizi e competenze a contrasto della povertà, sarà sempre più coinvolto “perché un problema complesso va affrontato in modo interdisciplinare e con uno sguardo ampio. Vogliamo realizzare un nuovo modello di intervento. “Conoscenza approfondita, - ha ribadito il Presidente Guzzetti - attivazione delle reti, risorse economiche, coinvolgimento della città a tutti i livelli. La povertà dei bambini e delle loro famiglie è un problema che riguarda tutti”.

La raccolta fondi – L’obiettivo che Fondazione Cariplo si era data lo scorso dicembre era quello di arrivare a 25 milioni di euro: ad oggi mancano 4,7 milioni che il Programma intende raccogliere non solo tra le aziende attraverso un piano di raccolta fondi attivo da oggi, ma anche tra i milanesi grazie alla realizzazione, nei primi mesi del 2018, di un portale online dedicato e ad eventi che saranno momenti di sensibilizzazione cittadina.

L'incrocio dei database e le azioni già avviate

Il lavoro realizzato ad oggi conferma che è possibile andare oltre le stime: per la prima volta, grazie a un lavoro complesso che ha incrociato 21 database di altrettante misure pubbliche di trasferimento monetario, è possibile comprendere quante persone ricevono benefici e a quanto ammontano gli aiuti economici ricevuti. Il prossimo obiettivo è stabilire se ci sono e quante sono le famiglie con minori in povertà assoluta che non ricevono trasferimenti pubblici e sono quindi ancor più a rischio.

Caritas, Banco Alimentare e realtà come Fondazione Pellegrini stanno già lavorando affinché le tante risposte al fenomeno povertà che danno quotidianamente possano essere sistematizzate all’interno di una lettura condivisa del fenomeno. Il prossimo obiettivo è quello di creare una fotografia delle risposte alla povertà che le tante realtà concorrono a dare.

Un gap da colmare

Se analizziamo i dati reddituali delle famiglie che nel 2016 hanno ricevuto un aiuto, abbiamo un’immagine evidente della povertà in città: circa il 90% dei nuclei familiari con minori raggiunti da almeno una misura è sotto alla linea di povertà assoluta. Nello specifico, se prendiamo una famiglia con un solo genitore composta da un adulto e un minore, il reddito medio è di circa 4.800 euro lordi annui mentre la soglia di povertà calcolata dall’Istat per la stessa tipologia di famiglia è di 12.800 euro annui. Un gap pari a circa 8.000 euro annui, che significa soprattutto mettere quel minore e quella famiglia in una condizione di rinuncia dell’essenziale, come un’adeguata alimentazione, l’accesso a cure di prevenzione e una più ampia possibilità di crescere dignitosamente. La situazione non cambia di molto se consideriamo una famiglia con due adulti e due minori: in questo caso il gap ammonta mediamente a 8.100 euro.

Alla luce di queste evidenze, Fondazione Cariplo e i partner tutti, considerano importante trovare delle modalità per aumentare la capacità di spesa delle famiglie, con una specifica attenzione ai bisogni dei più piccoli: guardare alla città con dei dati di riferimento, con la capacità di leggere sia il bisogno che le risposte, permetterà di costruire un sistema di risposte più efficace. Per il Programma significa avere una bussola per capire dove meglio indirizzare le risorse e gli interventi.

Un’azione sinergica e di raccordo con altre misure 

Ricomporre le risorse – Dal 1 gennaio 2018 sarà attivo il Reddito di Inclusione (REI) per le persone in povertà: si tratta della prima misura strutturale di contrasto della povertà, la cui introduzione va sostenuta e accompagnata. Grazie all’analisi realizzata in questi mesi, è possibile ipotizzare che i potenziali beneficiari del Reddito di Inclusione sulla città di Milano immediatamente raggiungibili siano, guardando solo alle famiglie con minori che già ricevono un contributo, circa 6.600 nuclei. Una risposta tempestiva a queste famiglie potrebbe portare al miglioramento delle condizioni di vita per circa 12.500 minori. Il programma, tra i suoi assi di lavoro, intende facilitare la realizzazione concreta della misura nazionale, sostenere l’amministrazione pubblica e il terzo settore nel prendere in carico i minori e le loro famiglie in condizioni di povertà e costruire opportunità e percorsi di fuoriuscita dal bisogno. Grazie al lavoro di analisi dei dati, sarà possibile anche capire quali sono le aree della città che registrano un numero più alto di potenziali beneficiari e realizzare un lavoro specifico con i servizi e con le realtà territoriali.

A cosa rinuncio? – La fotografia e l’analisi dei dati è la base della conoscenza per poter meglio indirizzare gli interventi. Ma, consapevoli che non avere un reddito sufficiente ha delle conseguenze forti sul qui ed ora e che le scelte sulle rinunce toccano i beni di prima necessità, QuBì è già attivo e ha finanziato l’apertura del primo Emporio Caritas nella città di Milano che sarà inaugurato nei prossimi mesi, la realizzazione di due hub del Banco Alimentare che servono due zone della città e un progetto pensato da Fondazione Pellegrini e Spazio Aperto Servizi che guarda al cibo, ma non solo, riaprendo ad alcuni nuclei familiari in povertà la possibilità di inserirsi sul mercato del lavoro e di avere un alloggio temporaneo. 

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